Che cosa si intende per gravidanza multipla
Si parla di gravidanza multipla quando due o più embrioni si sviluppano contemporaneamente. I più frequenti sono i gemelli, meno comuni i trigemini e ancora più rari i parti di ordine superiore.
Per l’assistenza medica non conta solo il numero, ma anche il tipo di impianto. Nei gemelli è molto importante stabilire se i bambini condividono la placenta o hanno placente separate. Questa classificazione influisce sui controlli, sui rischi e sull’evoluzione della gravidanza.
Probabilità, tasso, statistica: come leggere correttamente i numeri
Molti apparenti contrasti nascono perché i numeri descrivono cose diverse. Tre basi di riferimento sono centrali.
- Per gravidanza: quanto spesso all’inizio si formano effettivamente due o più sacchi gestazionali.
- Per nati vivi: quanto spesso alla fine nascono gemelli o trigemini.
- Statistiche complessive: spesso non distinguono tra gravidanze spontanee e riproduzione assistita.
Le gravidanze multiple hanno in media un rischio più elevato di perdite precoci e di parto pretermine. Per questo un tasso calcolato sui nati vivi risulta di solito più basso rispetto alla frequenza osservata molto presto all’ecografia.
Un esempio noto è il fenomeno del gemello scomparso. All’inizio possono essere visibili due sacchi gestazionali, ma poi prosegue lo sviluppo solo di una gravidanza. Le stime indicano che ciò avviene in circa il 15–36% degli impianti gemellari e che è ancora più frequente quando sono presenti tre o più sacchi gestazionali. NCBI Bookshelf: Sindrome del gemello scomparso.
Gemelli: quali numeri sono realmente confrontabili
Per i gemelli conviene distinguere due livelli. I gemelli monozigoti nascono dalla scissione di un embrione: questa forma è a livello mondiale relativamente costante e rara. I gemelli dizigoti nascono quando due ovuli vengono fecondati nello stesso ciclo e dipendono maggiormente da fattori che favoriscono più ovulazioni.
- Gemelli monozigoti: circa 3,5–4 ogni 1.000 nascite, cioè intorno allo 0,35–0,4%.
- Tutti i gemelli nel mondo in media: circa 12 ogni 1.000 nascite, cioè circa l'1,2%, con grandi differenze regionali.
Nei Paesi con età materna più elevata alla nascita e con maggiore uso della riproduzione assistita, i tassi di gemellarità sono decisamente più alti. Negli USA si riportano 30,7 parti gemellari ogni 1.000 nati vivi, cioè circa il 3,07%. CDC: Nascite multiple.
Per inquadrare i numeri: una percentuale come il 3% è un tasso di nascita ricavato da statistiche complessive. Una regola pratica come uno su 250 si riferisce piuttosto all’ordine di grandezza dei gemelli monozigoti. Entrambi descrivono cose diverse.
Trigemini: cosa è realistico in modo spontaneo e cosa mostrano le statistiche
Le gravidanze trigemine spontanee sono molto rare. Le stime comunemente citate sono intorno a uno su 8.000, cioè circa lo 0,0125%.
Nelle statistiche complessive i trigemini compaiono più spesso quando sono incluse le terapie per la fertilità. Per gli USA si riportano 73,8 parti trigemine o di ordine superiore ogni 100.000 nati vivi. Questo corrisponde a circa lo 0,0738% o a circa uno su 1.355. CDC: Trigemini e parti di ordine superiore.
In pratica conta meno il numero esatto e più la tendenza: con ogni ordine superiore aumentano nettamente i rischi di parto pretermine e le risorse mediche necessarie.
Perché la medicina della fertilità modifica i tassi di gravidanze multiple
I parti multipli dopo trattamenti per la fertilità non sono casuali, ma derivano principalmente da due meccanismi chiaramente identificabili.
- Stimolazione e IUI: più follicoli possono maturare contemporaneamente, permettendo la fecondazione di più ovuli.
- IVF: il numero di embrioni trasferiti è la leva più importante per la comparsa di gravidanze multiple.
Molti centri oggi adottano strategie mirate a limitare le gravidanze multiple. Il motivo non è morale ma di valutazione del rischio: una gravidanza singola ha in media il profilo di sicurezza complessivo migliore. Le raccomandazioni per limitare il numero di embrioni trasferiti servono proprio a questo scopo. ASRM: Limiti al numero di embrioni da trasferire.
In termini pratici significa che ad ogni embrione in più aumenta sensibilmente la probabilità di parti multipli, mentre il guadagno in probabilità di gravidanza per trasferimento è spesso più modesto di quanto si pensi.
Quali rischi associati alle gravidanze multiple sono davvero rilevanti
Il principale fattore che guida quasi tutti i rischi delle gravidanze multiple è la prematurità. Questa spiega gran parte delle complicazioni successive, come il basso peso alla nascita, degenze più lunghe e un maggiore fabbisogno di assistenza neonatologica.
Anche per la gestante alcune probabilità si spostano in modo misurabile.
- Contrazioni premature e parto pretermine
- Peso alla nascita più basso
- Maggiore frequenza di ipertensione gestazionale e preeclampsia
- Maggiore frequenza di diabete gestazionale
- Maggiore incidenza di anemia e maggiore sforzo fisico
- Differenze di crescita tra i bambini
Assistenza: cosa cambia tipicamente rispetto ai parti singoli
L’assistenza nelle gravidanze multiple è più strutturata. Un buon percorso chiarisce presto il tipo di impianto e monitora crescita e perfusione in modo da riconoscere tempestivamente eventuali cambiamenti.
- Determinazione precoce di corionicità e amnionicità con l’ecografia
- Controlli di crescita e follow-up più frequenti
- Pianificazione precoce del luogo del parto, se può essere necessaria assistenza neonatologica
- Accordi chiari su segnali d’allarme e percorsi di emergenza
La determinazione precoce della corionicità è considerata a livello internazionale uno standard di qualità, ad esempio nelle linee guida del NICE. NICE: Determinazione di corionicità e amnionicità.
Tempistica e insidie tipiche
Le gravidanze multiple sono spesso più faticose fisicamente fin dalle fasi iniziali. Questo è prevedibile. Il problema nasce quando i segnali d’allarme vengono banalizzati oppure, al contrario, ogni dolore viene interpretato come emergenza.
È utile un obiettivo chiaro: non uno stato di allerta permanente, ma soglie definite oltre le quali è opportuno fare una rapida verifica.
- Confrontare numeri senza indicare la base di riferimento crea confusione inutile.
- Sotto stimolazione si sottovaluta quanto più follicoli maturi aumentino il rischio di parti multipli.
- Il luogo del parto e i percorsi vengono pianificati troppo tardi, nonostante il rischio di prematurità sia concreto.
- I segnali d’allarme vengono relativizzati perché alcuni disturbi sono più frequenti nelle gravidanze multiple.
Segnali d’allarme da valutare più rapidamente
Questa lista non vuole creare incertezza, ma offrire orientamento. Se sorge un dubbio, una breve valutazione spesso ristabilisce la tranquillità più rapidamente.
- Sanguinamenti o dolori addominali forti e ricorrenti
- Contrazioni regolari o addome duro in successione
- Forti mal di testa, disturbi della vista, gonfiori improvvisi
- Febbre o senso di malessere marcato
- Nel corso della gravidanza, movimenti fetali significativamente ridotti
Miti e realtà: cosa è vero nelle gravidanze multiple
- Mito: Le gravidanze multiple sono solo più bambini insieme, per il resto è tutto uguale. Realtà: Una gravidanza multipla altera in modo tangibile la biologia, il corso e l’assistenza, soprattutto a causa del maggior rischio di prematurità e del maggiore carico fisico.
- Mito: I gemelli monozigoti sono automaticamente più a rischio dei dizigoti. Realtà: Non è la identità genetica a determinare il rischio principale, ma se i feti condividono la placenta o hanno placente separate.
- Mito: Se i gemelli si vedono presto all’ecografia, lo saranno fino al termine. Realtà: Le prime formazioni multiple possono ridursi nel corso della gravidanza, ad esempio per il fenomeno del gemello scomparso.
- Mito: Alte percentuali di gemellarità indicano che oggi le persone naturalmente fanno più spesso gemelli. Realtà: Età media più alta delle gravidanze e uso della riproduzione assistita influenzano molte statistiche.
- Mito: Più embrioni aumentano semplicemente la probabilità di gravidanza. Realtà: Più embrioni aumentano soprattutto la probabilità di gravidanze multiple, mentre il guadagno in termini di successo per trasferimento è spesso minore del previsto.
- Mito: Maggiori controlli significano che qualcosa non va. Realtà: Controlli più ravvicinati sono standard nelle gravidanze multiple per riconoscere precocemente eventuali cambiamenti.
- Mito: Con gravidanze multiple è sempre necessario il taglio cesareo. Realtà: Il tipo di parto dipende dalla posizione dei bambini, dall’epoca gestazionale, dall’andamento della gravidanza e dagli standard locali.
- Mito: Se una gravidanza multipla appare stabile all’inizio, il rischio rimane invariato. Realtà: I rischi possono variare nel corso della gravidanza, quindi è importante rivalutare periodicamente.
- Mito: Le gravidanze multiple sono segno di fertilità particolarmente elevata. Realtà: Sono il risultato di processi biologici e di effetti statistici, non una valutazione della fertilità individuale.
- Mito: I disturbi nelle gravidanze multiple vanno semplicemente sopportati. Realtà: Molti sintomi sono prevedibili, ma ci sono segnali d’allarme chiari che richiedono una valutazione.
Quando è particolarmente utile una consulenza professionale
La consulenza è particolarmente utile quando è prevista una terapia per la fertilità e si vuole valutare realisticamente il rischio di gravidanze multiple, quando sotto stimolazione maturano più follicoli o se durante la gravidanza compaiono sintomi che meritano accertamento. Anche in assenza di sintomi acuti, una consulenza può alleggerire le decisioni importanti.
Conclusione
I parti multipli sembrano spesso contraddittori nelle statistiche finché non si capisce se si parla di gravidanze o di nati vivi e se sono incluse terapie per la fertilità. Nella pratica contano la classificazione precoce dell’impianto, la densità dei controlli adeguata, segnali d’allarme chiari e una pianificazione che consideri la possibilità concreta della prematurità. Nelle terapie per la fertilità la limitazione delle gravidanze multiple è un obiettivo centrale per la sicurezza.

