Che cos’è la donazione di ovociti
Nella donazione di ovociti, gli ovociti provengono da una donatrice. Dopo la fecondazione in laboratorio, un embrione viene trasferito nell’utero della ricevente. La ricevente porta avanti la gravidanza e partorisce. Dal punto di vista genetico, il bambino deriva dall’ovocita della donatrice e dallo spermatozoo del partner o del donatore di sperma.
In pratica, questa opzione viene presa in considerazione soprattutto quando non sono più disponibili ovociti propri, quando la qualità ovocitaria è fortemente ridotta, in caso di insufficienza ovarica precoce, dopo alcune terapie oncologiche o dopo ripetuti fallimenti di FIV con ovociti propri. La decisione dipende anche dalle condizioni dell’utero, dallo stato di salute generale e da un piano di follow-up clinico ben definito.
Come si svolge il trattamento nella pratica
Fasi per la donatrice
La donatrice segue una stimolazione ormonale per favorire la maturazione di più ovociti. Viene monitorata con esami del sangue ed ecografie e gli ovociti vengono prelevati tramite pick-up ovarico. Si tratta di una procedura routinaria, ma richiede un’équipe esperta e un protocollo chiaro di monitoraggio e assistenza in caso di sintomi.
Fasi per la ricevente
La ricevente viene preparata in parallelo, con ciclo naturale o terapia ormonale, per ottimizzare l’endometrio. Gli ovociti vengono fecondati in laboratorio, generalmente tramite FIV o ICSI. Gli embrioni vengono coltivati per alcuni giorni e ne viene selezionato uno per il trasferimento. Eventuali embrioni aggiuntivi possono essere crioconservati per trasferimenti futuri.
Un punto decisivo: la strategia di trasferimento
Molti centri privilegiano il trasferimento di un singolo embrione per ridurre il rischio di gravidanze multiple. È sempre importante chiedere quale sia la politica del centro e come venga adattata all’età, alla storia clinica e alla qualità embrionaria.
Tassi di successo senza promesse e come leggere i numeri
In media, la donazione di ovociti offre probabilità più favorevoli per trasferimento rispetto ai cicli con ovociti propri in età avanzata, poiché le donatrici sono generalmente più giovani. Tuttavia non esistono garanzie e le differenze tra i centri possono essere significative.
Per confrontare i risultati in modo corretto, è utile chiarire sempre:
- se l’indicatore è gravidanza clinica, gravidanza evolutiva o nato vivo
- se i dati sono per trasferimento, per ciclo iniziato o cumulativi
- come vengono considerati i cicli cancellati o senza embrioni trasferibili
- qual è il profilo medio delle pazienti e la strategia di trasferimento adottata
I dati dei registri e delle società scientifiche aiutano a contestualizzare le percentuali, ma non sostituiscono una valutazione individuale. Rapporto europeo ART su PubMed
Costi della donazione di ovociti in Italia e come evitare sorprese
Il costo raramente è un prezzo unico. Nella pratica si compone di più voci: visite ed esami, procedura e laboratorio, farmaci, crioconservazione e conservazione, eventuali trasferimenti successivi. Le differenze tra un budget controllato e uno che cresce nel tempo dipendono quasi sempre dai dettagli contrattuali.
Prima di iniziare, è fondamentale richiedere una stima scritta che specifichi cosa è incluso e cosa no.
- Costi di base: valutazione iniziale, laboratorio, trasferimento embrionario, farmaci necessari
- Costi frequenti: esami aggiuntivi, crioconservazione, conservazione, trasferimenti da embrioni congelati
- Costi da chiarire prima: cancellazioni, rinvii, condizioni in assenza di embrioni trasferibili
Una strategia utile è pianificare fin dall’inizio due scenari: un ciclo che termina con un trasferimento e uno con necessità di trasferimenti aggiuntivi. Questo riduce la pressione e migliora la qualità delle decisioni.
Vendere ovociti, compensi e cosa consente la legge
Molte ricerche online partono dal denaro, ma vendere ovociti è una semplificazione fuorviante. In Italia la donazione si basa sul principio della gratuità. Non è previsto un pagamento per il materiale biologico. Può essere riconosciuto esclusivamente un rimborso limitato delle spese effettivamente sostenute.
L’obiettivo è evitare qualsiasi forma di mercato. Se un programma enfatizza cifre elevate, spinge a decisioni rapide o minimizza i rischi, è un segnale per fermarsi e chiedere informazioni più chiare e complete.
Sicurezza clinica e rischi da conoscere
Rischi per la donatrice
La stimolazione ormonale può causare effetti temporanei come gonfiore addominale, nausea o stanchezza. Le forme gravi di sindrome da iperstimolazione ovarica sono oggi meno frequenti, ma richiedono prevenzione e monitoraggio. Il pick-up ovarico è una procedura routinaria, con rari rischi di sanguinamento o infezione.
Rischi in gravidanza dopo donazione
Molte gravidanze decorrono senza complicazioni rilevanti. Tuttavia, alcune condizioni, in particolare le patologie ipertensive della gravidanza, risultano statisticamente più frequenti. Questo rende importante una valutazione pre-trattamento accurata e un follow-up ostetrico ben coordinato.
Screening, compatibilità e documentazione
I programmi seri prevedono anamnesi, visita medica e screening infettivologico. Possono essere inclusi criteri come gruppo sanguigno e fattore Rh e, in alcuni casi, test genetici. Più importante dell’elenco dei test è capire cosa viene documentato, per quanto tempo e con quali modalità di accesso futuro.
- piano del ciclo e calendario
- schema terapeutico dettagliato
- referto di embriologia
- relazione del trasferimento embrionario
- informazioni sulla crioconservazione e sulle regole di conservazione
- documentazione chiara sui costi e sulle condizioni contrattuali

Tempi, liste di attesa e criticità comuni
Anche senza viaggiare esiste una logistica reale: visite, esami, preparazione del ciclo, disponibilità delle donatrici e talvolta liste di attesa. Le difficoltà più frequenti derivano dalla mancanza di chiarezza iniziale.
- dati di successo poco confrontabili
- costi che emergono in una fase successiva
- documentazione incompleta
- pressione sulla rapidità come argomento commerciale
- follow-up poco definito dopo il trasferimento
Quadro legale in Italia
In Italia la donazione di ovociti è consentita dal 2014, dopo la rimozione del divieto di fecondazione eterologa. Il trattamento è ammesso nell’ambito della procreazione medicalmente assistita e può essere effettuato solo in centri autorizzati.
La donazione è anonima e non commerciale. La normativa stabilisce criteri di accesso, limiti medici, obblighi di documentazione e tracciabilità. Le informazioni qui riportate hanno scopo informativo e non sostituiscono una consulenza legale individuale.
Quando è utile un consulto medico approfondito
Un confronto medico dettagliato è particolarmente indicato in presenza di ipertensione, disturbi della coagulazione, malattie autoimmuni, aborti ricorrenti, anomalie uterine o gravidanze precedenti complicate. È importante chiarire anche il piano di monitoraggio nelle prime settimane di gravidanza.
Conclusione
La donazione di ovociti in Italia è un percorso legale e regolamentato, ma richiede decisioni consapevoli. Ciò che tutela davvero tempo, salute e budget è una combinazione di criteri clinici chiari, numeri comprensibili, documentazione completa, costi trasparenti e una pianificazione realistica che tenga conto anche di più di un trasferimento.

